L’espressione creativa come terapia?

L’arteterapia orientata alle arti figurative lavora con tutti i materiali artisticamente trasformabili, che siano essi colori duri o liquidi, la creta, la carta, oppure materiali di recupero, ecc. e privilegia canali sensoriali ed emotivi, portando in secondo piano l’espressione verbale.

All’interno di un setting specifico essa ha l’intenzione di innescare processi volti a favorire la nascita di nuove consapevolezze, di rendere accessibili aspetti interiori che con l’utilizzo di metodi arteterapeutici emergono facilmente, diventando visibili (il “fare arte” è una via privilegiata per promuovere questo processo).

L’arteterapia è inoltre una disciplina che lavora sempre con le risorse e con ciò che è “funzionante” nella persona e, anche se prende in considerazione diagnosi o disfunzionalità specifiche, si concentra sulla mobilizzazione delle forze “creative” della persona nel senso più ampio: l’espressione attraverso mezzi artistici è sempre anche un atto creativo che racchiude in sé l’elemento della concretezza (il materiale), dell’invenzione (la trasformazione del materiale nel “trovare” il modo di esprimere una determinata cosa, ma anche nel percepire un prodotto estetico), della comunicazione (un prodotto estetico comunica qualcosa in modo non verbale), della spiritualità (il significato dell’atto e dei contenuti per la persona che lo crea o lo ricrea attraverso il suo sguardo; l’atto della creazione in sé).